Da ieri, per me, il purgatorio ha la forma di un call-center. Una sofferenza discreta, una noia costante che sembra non dover finire mai, con punte tragiche quando capita di chiamare un anziano solo abbandonato dai figli, e squilli argentini quando a rispondere è un bambino. E di sottofondo dieci cento mille voci che ripetono la stessa litania “Pronto, sono ....... del servizio clienti nonvelodicoqual'èl'aziendamaavreteimmaginatochesitrattaditelefonia” E poi il collega che ti fissa come se non avesse mai visto un bipede con le tette, nel mio caso nemmeno tante. L'incognita: mi pagheranno? Quanto mi pagheranno? Arriverò a stipulare abbastanza contratti per trasformare la paghetta che mi danno in un vero stipendio? La collega che le parli e ti viene il sospetto che nel suo cervello risieda uno stormo di cocorite. E le cape urlanti, le sedie scomode, la cornetta del telefono incandescente, la polvere, la carta
stamattina mi sono licenziata. Un record: due giorni.
Per favore, toglietemi per sempre i libri e datemi tante sedie da tappezzare, quadri da appendere, bottoni da attaccare, perline da infilare, lana per confezionare sciarpe. Usare le mani mi impedisce di martoriarmi il cervello, gli permette di prendere una boccata d'aria uscendo dal vuoto pneumatico in cui è da un po' finito e in definitiva di tornare a pensare senza paura e senza il desiderio di essere un Wittgenstein, geniale e rigidissimo folle (e anche, pare, grandissimo stronzo. Io, che forse sono una fan della terra d'Albione, gli preferisco milioni di volte Bertrand Russell. Meno interessante filosoficamente, forse, ma che uomo, che uomo).
Bah. Sarà il trauma post-laurea a farmi parlare? Intanto forse ho trovato un lavoro.
Ho paura delle reazioni violente delle persone
Ho paura di essere abbandonata
Ho paura che ci si prenda gioco di me dietro le mie spalle
Ho paura delle parole che feriscono
Ho paura del silenzio di chi non si comprende, o peggio, non ha nulla da dirsi
Ho paura di apparire presuntuosa, ed al contempo ho paura di sembrare ignorante
Ho paura di non essere abbastanza bella per poter piacere ad un uomo
Ho paura di non avere nulla da dire
Ho paura di ferire e deludere mio padre
Ho paura del buio che sento dentro, della mia poca energia
Ho paura perché vedo la mia memoria decadere
Ho paura di pensare
Ho paura di essere inadeguata in qualsiasi circostanza
Ho paura anche delle mie paure
