E io che pensavo di essere un'inguaribile tonta del tipo: se mi metto a pensare faccio la fine di Talete. Giù dritto dritto nel pozzo. Ma qui non si tratta di pensare, si tratta di far pensare. E a far quello riesce anche Gurdulù, quindi potrei farcela anche io. Per farla breve, e smettendo subito subito di frignare, sono stata nominata al Thinking Blogger Awards, e siccome il gioco è carino, anche se quest'idea di una sorta di aristocrazia del web pensabile rimescola la parte anarchica delle moltitudini che contengo dentro di me, partecipo.
E si partecipa:
nominando cinque blog che facciano pensare
linkando il promotore dell'iniziativa.
Siccome in fondo sono stupidamente emotiva sono anche un po' in imbarazzo, oltre ad essere doppiamente contenta e per la nomina e perché il buon Giofilo mi ha citata insieme a due bloggers fimmine che adoro: hooverine e Fika Sicula. Come si fa a scegliere? Adesso chi cito? Poi ho deciso.
Il crepuscolo delle scintille. Lassù, nel profondo nord-est, il mio confinologo preferito
Oblomov che spezzerà la catena. Lo so.
La brava Alaskanlobster
La voce della luna, che fa pensare a cose molto concrete.

Le ultime esternazioni del papa mi hanno strappato un urlo. Ero a tavola con una parte della mia allargata famiglia: ho sempre detto che non si dovrebbe . L'urlo, per fortuna, è stato in stereo: a gridare allo scandalo siamo state io e la mia nonna adottiva, che è una insospettabile difensora dei diritti degli omosessuali ad avere riconosciuto legalmente il loro amore.
Ma come dovrebbe essere un buon cristiano nell'intimità? Come dovrebbe essere il contenuto di mutande ricche di virtù? Dando un'occhiata in giro ho concluso che (molti di loro) sono bacati. Come una mela col verme
Prendiamo il caso di quella povera piccola Maria Goretti[1], che “scelse la morte piuttosto che il peccato”. Cito testualmente da una pagina vergognosa. Il messaggio che passa dalla venerazione delle martiri della purezza, è:
“Sei stata violentata? è colpa tua! Non sei stata abbastanza coraggiosa da resistere al tuo stupratore. E non l'hai fatto perché in fondo in fondo sei sporca, volevi la violenza e te la sei cercata. Se no saresti riuscita a difenderti, oppure saresti morta pura.”
Non è un'esortazione alla virtù. E' una seconda violenza. Ho trovato moltissime notizie, e ho scoperto che le chiamano anche “Martiri della dignità della donna”. E badate bene che non si tratta di cosa d'altri tempi: Albertina Berkenbrock, una di queste povere bimbe, è stata beatificata nel 2007. E gente che lascia passare un messaggio del genere si permette di sindacare o meno dell'opportunità che due uomini o due donne che si amano possano essere tutelati dalla legge.