
Ecco, io non capisco. Sui giornali c'è la notizia dell'estradizione di Michel Seifert, un tizio che tra il 44 e il 45 faceva la guardia nella prigione di Bolzano. E' stato condannato all'ergastolo nel 2000, ha vissuto in Canada finora e oggi è arrivato a Roma per scontare la sua pena. Ha 84 anni.
Ho letto i capi d'accusa, e non li linko perché giovano solo a farmi venire il magone. Basti solo dire che mi fanno ritenere l'ergastolo più che meritato. E io sono garantista. Ventenne, Seifert amava il proprio lavoro, ed era un torturatore estremamente zelante.
Ma, ma, incarcerare per il suo breve sempre un uomo di 84 anni, cinquant'anni dopo il reato, mi sembra qualcosa che va oltre la normale giustizia, in cui a reato (dovrebbe) segue una pena che (dovrebbe) serve a permettere il reinserimento nella società. Somiglia moltissimo a una vendetta, e è una somiglianza che un tribunale non deve permettere mai, pena la svalutazione della sua legittimità.
Però se lo merita, l'ergastolo.
Perché nella vita sento il bisogno di assumere un profilo basso? Sono intelligente, non un genio, per carità, ma taccio, o parlo a sproposito, per essere gradita. So fare alcune cose, non molte, per carità, ma affermo di essere un disastro in tutto. Sono carina, non bella, per carità, ma carina sì, e non faccio niente per farlo notare.
Come si fa a camminare con sicurezza su questa terra? Come si fa a assumere dei punti fermi che non si trasformino in macigni che ti piombano sulla testa? Come si fa? Io non lo so.