Il Giardino di Azalais

com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire

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Utente: azalais
E' possibile che il mondo non sia composto da unità tra loro separate (mente/mondo materiale/oggetti fisici), ma da insiemi di relazioni (rami e radici) che si determinano reciprocamente.

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lunedì, 30 giugno 2008

Diritto (e rovescio)

In quelle condizioni era naturale essere depresso, come è naturale che lo sia per chiunque abbia ancora un'idea di quel che la vita potrebbe essere e non è. La depressione diventa un diritto, quando uno si guarda attorno e non vede niente o nessuno che lo ispiri, quando il mondo sembra scivolare via in una gora di ottusità e grettezza materialistica. Non ci sono più ideali, non ci sono più fedi, non ci sono più sogni. non c'è più niente di grande in cui credere; non un maestro cui rifarsi.

Tiziano Terzani, Un indovino mi disse, Tea, pagg. 259-260

Diritto, non colpa, diritto. Da marchiarmi a fuoco in fronte. D I R I T T O.

Anche di non soffrirne più.
postato da: azalais alle ore 20:41 | link | commenti (6)
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domenica, 29 giugno 2008

 
postato da: azalais alle ore 23:25 | link | commenti
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Domenica è sempre domenica

Oltre a inseguire l'inquilina che rosicchia un pezzettino di spaghetto crudo trovato chissà dove, preoccupata per i suoi fragili intestini di maltese, ascoltare in loop Alice che canta Prospettiva nievski, spalmarsi di un gel anticellulite verdino, meditare di fare una doccia e farsi bella per andare con Bilog a mangiare un gelato che vanifichi del tutto l'effetto dell'anticellulite, cosa fa un'intellettuale (BUM) disoccupata (YEAH) catanese (MINCHIA) e di sinistra (QUALSIASI COSA VOGLIA DIRE) una domenica di giugno in cui all'arena Argentina fanno un film non abbastanza d'essay per i suoi gusti? Legge Todo modo.


E gode moltissimo.

postato da: azalais alle ore 15:32 | link | commenti (3)
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sabato, 21 giugno 2008

A. A. A. A. Annuncio

Lo dico anche a voi. Cerco lavoro. Dalle parti di Catania o online, e solo per quest'estate. Sarebbero da me preferite le lezioni private di materie umanistiche, al ginnasio posso fare anche greco se mi date il tempo di ripassarlo.  Ma va bene tutto, basta che non comporti l'uso dei tacchi alti o la presenza di bambini.
postato da: azalais alle ore 09:27 | link | commenti (1)
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giovedì, 12 giugno 2008

L'inquilina


postato da: azalais alle ore 14:01 | link | commenti (9)
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giovedì, 05 giugno 2008

Soffrivo le pene per colpa del pene

Caro visitatore che sei arrivato qui digitando "odore forte di genitali maschili" hai sbagliato blog. Prima di tutto sono femmina, e ho un buco e non una protuberanza. E poi,  anche se scegliessi di  diventare la donna ideale per Napoleone Bonaparte gli odori non si trasmettono tramite internet. Per ora, almeno.
postato da: azalais alle ore 17:12 | link | commenti (10)
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Della maternità

Soltanto la madre, oggi, può preoccuparsi di dare a sua figlia, alle sue figlie, un'identità di figlia. Le figlie che noi siamo, più coscienti delle questioni che riguardano la necessità della nostra liberazione, possono anche educare le loro madri e educarsi tra loro. Questa operazione mi sembra indispensabile per le mutazioni sociali e culturali di cui abbiamo bisogno.

Luce Irigaray, Io, Tu, Noi. Per una cultura della differenza


Non mi piace questa sorta di identificazione della costruzione di un nuovo femminile con la genitorialità e con i rapporti madri figlie che fa Luce Irigaray nel suo Io, Tu, Noi. Ci sono donne che non desiderano essere madri, altre che hanno solo figli maschi, altre che temono di creare un rapporto morboso con le figlie e preferirebbero un bambino che somigli meno a loro stesse. Che mi secchi che affermi che quel rapporto che sto cercando di costruirmi di testa per potermi pacificare sia in realtà un rapporto di stomaco. Detesto la psicoanalisi. E non mi piace il fatto che Irigaray consideri il rapporto madre figlia come il meno culturale possibile. Non culturale un accidenti. Quando qualcuno, la madre, mia madre, manca, o è morta, o si è allontanata dai propri figlio o non se ne cura, i guai non sono solo di tipo affettivo. Non hai nessuno da cui imparare la maggior parte delle cose che un'individuo deve sapere per sapersi comportare dentro la società. Cosa c'è di più culturale dell'imparare le nozioni -culturali- indispensabili all'inserimento nella società?

Non so mai di cosa parlare con le donne.

postato da: azalais alle ore 17:01 | link | commenti (2)
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Ombelicale

Sta finendo il tirocinio di quest'anno. Sono sopravvissuta.
Faccio l'henné. Sono più bionda.
Non ho tempo per il mio fidanzato.
Non ho ceretta in casa, e sono troppo pigra per comprarne. Ho le gambe scorticate.
forse ho scoperto perché mi interessa la riflessione sul genere. Non so chi sono.
Ho dato del vile a uno in strada, ieri. Uno di quelli che sostengono a gran voce che è inutile provare a far politica, che non cambierà nulla. Gli ho detto che avere la coscienza pulita è più importante di ogni cosa.  Lo so bene io: la mia è lurida.
Cerco studenti cui fare ripetizioni di materie umanistiche. Bleargh.
Mi sono riconciliata con il telefono.
Ho letto il manifesto del femminismo cyborg italiano. Bah.
La Sissis fabbrica ignoranti: due anni senza studiare niente di serio si sentono.
Sono più felice di un anno fa. E ho una nuova famiglia, piccolina piccolina, ma mia mia mia.

postato da: azalais alle ore 12:20 | link | commenti (2)
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