Il Giardino di Azalais

com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire

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Utente: azalais
E' possibile che il mondo non sia composto da unità tra loro separate (mente/mondo materiale/oggetti fisici), ma da insiemi di relazioni (rami e radici) che si determinano reciprocamente.

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giovedì, 28 agosto 2008

Simboli



E' una gran brutta rana, ma se le clikkate sopra vi spiegherà perché la ospito nel mio giardino.
postato da: azalais alle ore 18:52 | link | commenti (1)
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martedì, 26 agosto 2008

postato da: azalais alle ore 23:18 | link | commenti
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P.P.P.P. Polemico Piccolo Post Poliziesco

Ho incontrato di nuovo i soldati per le strade. In due, accompagnati da due mi pare poliziotti, ma fossero stati carabinieri sarebbe stato uguale.

Chiaccheravano amabilmente sul lungomare. Fermi. A me il sospetto che fossero lì per farsi notare è venuto.


 
postato da: azalais alle ore 16:45 | link | commenti (10)
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lunedì, 25 agosto 2008

Messaggio segreto ma non troppo #n: vetrate


Con il naso schiacciato contro il vetro*,
a guardare i nastri dei bagagli


*il mio naso permette, è morbido
postato da: azalais alle ore 09:35 | link | commenti
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domenica, 24 agosto 2008

Della filosofia all'istituto tecnico

Eclissi 16 Agosto 2008

Le tante persone con cui ho parlato della mia vita recente sanno che da un po' di tempo nutro delle perplessità sulla filosofia come disciplina a sé. Sanno anche che non amo per nulla l'impostazione storica e ingessata della filosofia a scuola, e che apprezzo poco la maggior parte dei miei colleghi, ammalati di presunzione.

Ma ieri mi sono fatta difensora della mia disciplina. Avevo l'orgoglio accademico che sprizzava da ogni poro. Infatti sembravo tutta sudata -l'orgoglio accademico è liquido, lucida la fronte come il sudore, ma profuma di violetta: meglio del gelsomino di Padre Pio- Gli antefatti sono poco interessanti, ma vi racconto qual'è la posizione che mi sono vista contestare. Mi importa il vostro giudizio, e mi importa di chiarirmi meglio. Perdonate il disordine, sono poco più che appunti.

Sono favorevole all'insegnamento della filosofia negli istituti tecnici. E non (solo) per ovvi interessi personali.

A che serve la filosofia all'istituto tecnico? A fare ermeneutica in senso classico, prima di tutto: serve a leggere testi complessi, e a sforzarsi di capire cosa dicono. Con un'immediata ripercussione pratica: se sei in grado di leggere testi complessi è meno difficile che ti freghino con un contratto di lavoro, che ti facciamo firmare per l'acquisto di un aspirapolvere costosissimo e inutile, e varie e eventuali.

Serve a ampliare il vocabolario, con termini più vicini al linguaggio della tecnica che a quello della poesia, ma astratti. E quindi permette di ampliare la propria capacità di pensare in termini generali le cose del mondo, permette migliora le capacità analitiche. No, a un 'istituto tecnico non è possibile raggiungere l'eccellenza. Primo: e chi lo dice? Ci ha mai provato qualcuno? Secondo: Chi dice cos'è l'eccellenza?

Serve a imparare che i nessi logici non servono solo nelle matematiche, ma anche nel discorso quotidiano. Serve a accorgersi se un politico sta dicendo cose senza senso.

La filosofia, poi, non è affatto il vertice del pensiero umano. Secondo la mia opinione questo può pensarlo solo chi tende a dare un giudizio di valore a cose che sono neutre, quelli che sono convinti che o si vince o si perde, i presuntuosi e chi ha il cuore freddo e la mente pigra. La filosofia è una disciplina profondamente anarchica, che permette, a chi gioca secondo alcune facilissime regole, di comprendere cose nuove sul mondo, sull'individuo e sulla società. Se la filosofia fosse davvero troppo difficile sarebbe necessario togliere il diritto di voto a tutti coloro che non hanno intelligenza a sufficienza per capirne almeno le basi. Perché sono le stesse del nostro agire quotidiano. Che la filosofia sia incomprensibile è una scusa per pigri.

postato da: azalais alle ore 13:13 | link | commenti (10)
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mercoledì, 20 agosto 2008

Partire

Alzarsi alle cinque del mattino per accompagnare un fidanzato all'aeroporto è sempre un po' più sgradevole. Specie quando di solito ti svegli alle nove e una serie di motivi contingenti e un po' tristi ti impediscono di decidere con serenità se accompagnarlo. E nel dubbio sono rimasta qui, a fare cose vedere gente incontrare persone dare ripetizioni scrivere scrivere.

Vabbé, la Slovenia sarà bruttissima. E poi lui va per una conferenza.

postato da: azalais alle ore 09:53 | link | commenti (3)
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sabato, 16 agosto 2008

Oil!

Ho visto Il petroliere. A parte la lunghezza spropositata -158 minuti sono parenti strett di tre ore- e la durezza dei sedili dell'arena,  è un film bello bello bello. Ho anche avuto una conferma: Paul Dano, che avevo visto in Little Miss Sunshine, è bravissimo.

La traduzione del titolo non smentisce il malcostume nazionale: perché presupporre che gli italiani non avrebbero apprezzato il titolo originale "There will be blood" , citazione dal capitolo 7 dell'Esodo?  Siamo cattolici e non leggiamo la Bibbia, già già.
postato da: azalais alle ore 11:05 | link | commenti (3)
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martedì, 05 agosto 2008

cementificare

Sono un'adorabile imbecille, o ci vado molto vicino. Oggi, marciapiede del mio quartiere: mi avvertono di fare attenzione perché per terra c'è del cemento fresco. "Dove?" dico io mettendoci un piede dentro.

Sorriso svampito e avvilito e rapida fuga.
postato da: azalais alle ore 14:14 | link | commenti (12)
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Una città senza donne



Ieri sera Arena Argentina: come al solito, del resto, nulla di nuovo mai. La ripetizione ossessiva serve a mantenermi meno nevrotica.
Il film era quello del manifesto sopra, La città delle donne, di Fellini. Mai visto nulla prima, di Fellini, confesso le mie colpe con quel minimo di pudore indispensabile alla lotta nei confronti della propria ignoranza.  Non vi racconto il film, non sono tanto carogna, vi dico solo che mi è piaciuta molto la messa in ridicolo ferocissima e priva di qualsiasi pietà degli stereotipi di genere -dei generi stessi, forse- raccolti a piene mani e con generosità dispensati. Impagabili le femministe all'Hotel Mira Mare, e il dottor Katzoni (nomen omen) nella sua casa santuario. Santuario al pisello, come s'immagina.
Tante donne, tanta femminiltà desiderata, strabordante, grottesca. Al punto da farmi considerare il tipo che durante la visione si è masturbato due file più in là di dove ero io straordinariamente a luogo.

Ah, i calzini a letto sono orribili anche se a indossarli è  Marcello Mastroianni
postato da: azalais alle ore 14:07 | link | commenti (3)
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sabato, 02 agosto 2008

Flash

Rapida recensione del libro della lipperini: Aiuto!

A breve l'attivazione del filtro critico, per adesso fa più paura di un racconto di Poe.
postato da: azalais alle ore 16:31 | link | commenti (3)
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