Il Giardino di Azalais

com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire

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Utente: azalais
E' possibile che il mondo non sia composto da unità tra loro separate (mente/mondo materiale/oggetti fisici), ma da insiemi di relazioni (rami e radici) che si determinano reciprocamente.

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lunedì, 05 novembre 2007

molestie affettive

In questi giorni sono molesta. Sarà il tempo finalmente autunnale, sarà che senza sapere i risultati sissis non posso decidere cosa fare a lungo temine della mia esistenza, a breve termine di quest'anno, a brevissimo termine delle mie giornate, ma sono così nera che una pantera nera  al confronto è albina.
E io miglioro il tutto interrogando il mio fidanzato sulla natura del sentimento che prova per me. Dovete sapere che c'è in mezzo una lunga questione, fatta di disperazione (mia)  ed assillamento (sempre mio).  Me la canto e me la suono, come si suole dire. Perché lui sta pacato lì dov'è, e mi sta anche bene; non vorrei mai forzarlo, non è bene. Anche perché come riempimento dello scazzo privo di radici discutere l'argomento "ma tu mi ami?" è fenomenale.

che poi le parole contano poco e i fatti molto. Ma questa è un'altra storia.
giovedì, 11 ottobre 2007

leggendo de gli eroici furori (deformata da heidegger, ahimé)

Non più oblio, ma memoria incarnata. Come ogni memoria, del resto. Memoria di me, anzitutto, corpo che si renda conto del tempo che ha percorso su questa terra e dei momenti che ha vissuto. Memoria di te, che c'eri e non ci sei più e mi hai lasciata qui come una prefica, nonostante tu mi sia sconosciuta. Memoria per noi, e per voi che ancora non ci siete e che porterete nella carne il mio ricordo. E' una schiavitù crudele, ma sto iniziando ad affezionarmici.

giovedì, 04 ottobre 2007

coprologia

Quando ho conosciuto il mio compagno pensavo fosse desiderabile un solo tipo di donna. Autoreggenti e tacchi alti, sessualmente disinibita, elegante e di mondo, socialmente estroversa. Va da se che io mi sentissi una cacca.

A lui mi sono descritta (via e-mail, io e il compagno che mi accompagna ci siamo conosciuti per colpa :) dei blog) come una piccola imbranata incapace, sperando di piacergli lo stesso. Così è stato, ma mi porto ancora addosso, nel suo giudizio, un'incapacità nel giudicare autonomamente me stessa con una seppur lontana oggettività. Insomma, per lui io mi considero sempre una cacca.


cause

Oggi sono insofferente, attorcigliata, in ansia. E non sono i troppi caffè, come qualcuno potrebbe malignamente pensare, nè i risultati del test sissis che stanno per arrivare, nè angosce varie. Dopo aver fatto il test sto molto meglio da questo punto di vista[1].

E' che non mi piace svegliarmi e trovarmi da sola. Mi piacerebbe poter dire buongiorno a qualcuno. La depressione che mi ha attanagliato per anni è stata colpa di una mia scelta sbagliata, che mi ha impedito di evolvermi, e in definitiva della solitudine. Colpa mia. Adesso ho il cuore pieno ma non sono ancora abbastanza autosufficiente.

I luoghi, spesso, veicolano i ricordi più degli odori. Altro che
madeleine pucciate nell'infuso di tiglio. Con un viaggio in zone di C. in cui non ero più stata  ho scoperto di essere profondamente arrabbiata con me stessa e di aver cercato di farmela pagare. E' un buon punto di partenza per pacificarmi e tornare a volermi bene?

Grazie G.


[1] Chiedevano anche cosa fosse un blog, e c'era una domanda sull'argomento principale della mia tesi.
martedì, 11 settembre 2007

Fastidio ed arte



Alla faccia della cultura quizzistica che mi sto improvvisando,  mi ricordo ancora del piacere della storia dell'arte. La cultura del rischiatutto non mi ha ancora vinto.  Ho tanta paura di non passare l'esame, e mi convinco sempre di più dell'inutilità dello studio tradizionale. Faccio quiz, per quello che vale. Ma non va, non va, non va. 

E il mio fidanzato può dire quanto vuole che io sono una  criptolesbica.
sabato, 08 settembre 2007

messaggio segreto ma non troppo #9 il risotto


Il me dit des mots d'amour
Des mots de tous les jours
postato da: azalais alle ore 13:36 | link | commenti (2)
categorie: vita in casa, compagno che mi accompagna
venerdì, 31 agosto 2007

Smeg? Smak :* grrrrrr

Vorrei diventare miliardaria. O anche sposarne uno, di miliardario, che si tratta di un trend che non sarà mai out.  E non per favolosi viaggi, trattamenti nelle spa più prestigiose, vestiti chanel, gioielli tiffany e borse luis vitton. No no. Nemmeno per un solitario di diamanti, il maggiordomo e la cuoca, la barca a vela (sigh), o  una biblioteca privata di migliaia di volumi. Niente di tutto questo. Io voglio il frigo a strisce.

Problema:
Se la lavatrice coordinata costa più di mille euros il frigorifero quanto costerà?
Soluzione:
Molto di più di quanto una disoccupata che spera di fare l'insegnante e un precario dell'università possano mai considerare ragionevole spendere.
giovedì, 30 agosto 2007

vorrei un figlio da te (ma non subito)

Ho creduto di essere incinta. Un ritardo mestruale, che con quaranta gradi può sempre succedere, e ho passato due giorni orrendi. Ero atterrita dalle difficoltà materiali che avrei avuto a tirarlo su, questo bambino, dalla possibile reazione dei miei, dal modificarsi del mio corpo. Ma non dal legame fortissimo che si sarebbe venuto a creare con il compagno che mi accompagna, né dalla sua capacità di fare il papà, anche se adesso dice che non cambierà pannolini, e che ieri mi diceva di non preoccuparmi, che se fossi stata incinta non sarebbe stata una brutta cosa Il piccolo straniero non sarebbe arrivato nel posto sbagliato, ma al momento sbagliato. Avrebbe avuto una mamma che non si sente ancora di fare la mamma. Una mamma che ha aspettato di crescere per potersi comportare con levità, per avere meno responsabilità, per sentirsi meno oppressa. E sarebbe arrivato quando la meta sembrava così vicina da poterla toccare. Però gli avrei voluto bene, questo sì. Il piccolo straniero sarebbe stato protetto e coccolato, avrebbe avuto una culla di vimini e tante tante tutine come queste, un nome che lo aspetta già da tempo, e dei nonni che, passato lo shock iniziale, sarebbero stati felici di tenere in braccio il loro primo nipote, tre zie zie, una zia sorella, una bisnonna con i capelli bianchi, un gruppo assortito di cugine (mie) strambe, un buffo corteo di sconosciuti-conosciuti che ne avrebbero osservato i progressi a distanza, tramite foto e racconti. Musica, parole, libri di favole e ninna nanne cantate a bassa voce con tono da contralto.

Però io un figlio da te lo voglio, che sia una bella mescolanza del mio e del tuo. Che sia intelligente e buono come te, e paziente come lo sono io. Che sappia amare e che sappia scherzare. Che ti somigli, ma che abbia occhi azzurri come i miei e le mani piccole e delicate e una bella voce. E che non prenda i difetti visivi che abbiamo entrambi: voglio un figlio senza occhiali.  Sei rovinato.

giovedì, 28 giugno 2007

Chattango

<tango_> amore
<tango_> noi recentemente abbiamo ballato il tango? tipo a pedara? o me lo sono sognato?
<Azalais> sì, con le quattro stagioni di vivaldi come sottofondo
<tango_> :)
<Azalais> e monica che diceva:"non l'avevo mai pensato come un tango, vivaldi"
<tango_> ehe
<tango_> il tango va su tutto
<tango_> è come il prezzemolo
<Azalais> bah
<Azalais> :)
lunedì, 04 giugno 2007

pulcini

C'ho l'istinto di nidificazione. E' provato comprovato certificato. Ed è anche grave, dato che non ho modo di sfogarlo diversamente che pensando di ordinare questo servizio da té veryradicalscic di cui so già che mi stuferò presto e che butterò via  alla faccia del commercio etico, del riciclo e di tutto quanto.
E poi c'ho l'orologio biologico che mi dice "let's up!  It's too late!". Il mio orologio biologico parla inglese ed io no. Per questo non ci capiamo quando gl dico di stare tranquillo, che abbiamo tutto il tempo del mondo, che faremo un bimbo a tempo debito,  che vuol dire non adesso.