Il Giardino di Azalais

com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire

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Utente: azalais
E' possibile che il mondo non sia composto da unità tra loro separate (mente/mondo materiale/oggetti fisici), ma da insiemi di relazioni (rami e radici) che si determinano reciprocamente.

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domenica, 02 dicembre 2007

problemi: 2+2=3

Vorrei essere affettuosa. Vorrei salutare a viso aperto, sorridere e chiedere "come stai?" e dire "mi sei mancat*, mi fa piacere vederti". Ma non ci riesco più. Mi sto inaridendo? Ho paura? E paura di che? Nessuno mi vuole male, e io sono adeguata a semplici interscambi amicali. Non sono Scilla, né qualche altro mostro mitologico. E gli altri non sono Cariddi. Bah.

La consapevolezza è sempre un utile punto di partenza, o no?
lunedì, 05 novembre 2007

molestie affettive

In questi giorni sono molesta. Sarà il tempo finalmente autunnale, sarà che senza sapere i risultati sissis non posso decidere cosa fare a lungo temine della mia esistenza, a breve termine di quest'anno, a brevissimo termine delle mie giornate, ma sono così nera che una pantera nera  al confronto è albina.
E io miglioro il tutto interrogando il mio fidanzato sulla natura del sentimento che prova per me. Dovete sapere che c'è in mezzo una lunga questione, fatta di disperazione (mia)  ed assillamento (sempre mio).  Me la canto e me la suono, come si suole dire. Perché lui sta pacato lì dov'è, e mi sta anche bene; non vorrei mai forzarlo, non è bene. Anche perché come riempimento dello scazzo privo di radici discutere l'argomento "ma tu mi ami?" è fenomenale.

che poi le parole contano poco e i fatti molto. Ma questa è un'altra storia.
giovedì, 11 ottobre 2007

leggendo de gli eroici furori (deformata da heidegger, ahimé)

Non più oblio, ma memoria incarnata. Come ogni memoria, del resto. Memoria di me, anzitutto, corpo che si renda conto del tempo che ha percorso su questa terra e dei momenti che ha vissuto. Memoria di te, che c'eri e non ci sei più e mi hai lasciata qui come una prefica, nonostante tu mi sia sconosciuta. Memoria per noi, e per voi che ancora non ci siete e che porterete nella carne il mio ricordo. E' una schiavitù crudele, ma sto iniziando ad affezionarmici.

mercoledì, 10 ottobre 2007

Sì ssis (parte prima, I hope)

Ah, così per dire, lo scritto sissis l'ho passato con un degno risultato[1]. In questi giorni studio per l'orale.
Non ci sono per nessuno.


[1] dire quale sia il risultato, no, mi pare  vantarsela in modo eccessivo. Ma chiedetemi, che mi fa piacere. Sono vanerella, che si sappia.
giovedì, 04 ottobre 2007

coprologia

Quando ho conosciuto il mio compagno pensavo fosse desiderabile un solo tipo di donna. Autoreggenti e tacchi alti, sessualmente disinibita, elegante e di mondo, socialmente estroversa. Va da se che io mi sentissi una cacca.

A lui mi sono descritta (via e-mail, io e il compagno che mi accompagna ci siamo conosciuti per colpa :) dei blog) come una piccola imbranata incapace, sperando di piacergli lo stesso. Così è stato, ma mi porto ancora addosso, nel suo giudizio, un'incapacità nel giudicare autonomamente me stessa con una seppur lontana oggettività. Insomma, per lui io mi considero sempre una cacca.


cause

Oggi sono insofferente, attorcigliata, in ansia. E non sono i troppi caffè, come qualcuno potrebbe malignamente pensare, nè i risultati del test sissis che stanno per arrivare, nè angosce varie. Dopo aver fatto il test sto molto meglio da questo punto di vista[1].

E' che non mi piace svegliarmi e trovarmi da sola. Mi piacerebbe poter dire buongiorno a qualcuno. La depressione che mi ha attanagliato per anni è stata colpa di una mia scelta sbagliata, che mi ha impedito di evolvermi, e in definitiva della solitudine. Colpa mia. Adesso ho il cuore pieno ma non sono ancora abbastanza autosufficiente.

I luoghi, spesso, veicolano i ricordi più degli odori. Altro che
madeleine pucciate nell'infuso di tiglio. Con un viaggio in zone di C. in cui non ero più stata  ho scoperto di essere profondamente arrabbiata con me stessa e di aver cercato di farmela pagare. E' un buon punto di partenza per pacificarmi e tornare a volermi bene?

Grazie G.


[1] Chiedevano anche cosa fosse un blog, e c'era una domanda sull'argomento principale della mia tesi.
martedì, 25 settembre 2007

Kehre (titolo riservato ai filosofi germanofoni)

E se io volessi fare altro? Ho studiato filosofia per un mare di tempo: non sono contenta né della disciplina né delle mie capacità di affrontarla. Per fare filosofia seriamente -nuotare sott'acqua- dovrei anzitutto farmi una base seria di logica e poi studiare scienza: biologia e anatomia e fisiologia e neurologia e psicologia e etologia umana e chi più ne ha più ne metta. A parte il fatto che non saprei da dove cominciare, attualmente le mie possibilità di guadagnarmi il pane facendo il filosofo serio sono nulle. Oltre ad insegnare, con la mia laurea e le competenze che ho adesso potrei fare il counselor. E del counseling non finirò mai di dire male: ha la stessa dignità della circonvenzione d'incapace.
Quindi è arrivato il momento di cercare un'alternativa. Quasi quasi spero di non passare l'esame d'accesso alla sissis, che mi spianerebbe un minimo la strada verso l'insegnamento, diciamo da scalata su parete verticale e scivolosa a scalata su parete verticale e basta, ma che segnerebbe un percorso che, forse, ho scelto obbligata dall'ansia, dall'incertezza, dalla paura.