Il Giardino di Azalais

com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire

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Utente: azalais
E' possibile che il mondo non sia composto da unità tra loro separate (mente/mondo materiale/oggetti fisici), ma da insiemi di relazioni (rami e radici) che si determinano reciprocamente.

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mercoledì, 05 dicembre 2007

Rosso colore

I replicanti alle spalle della Michela Vittoria mi fanno paura

rosso colore 1.1
lunedì, 12 novembre 2007

Post scriptum

Se muoio, uccido, finisco in coma, metto una bomba al parlamento facendo esplodere un chiosco di giornali, varie ed eventuali per cortesia non fate sapere a nessuno del mio blog. Rischiate di essere perseguitati dal mio fantasma o scovati ovunque appena esco di galera. Grazie.

 
postato da: azalais alle ore 07:18 | link | commenti (8)
categorie: vagamente sociologica, vagamente psicologica

3 punti tre prima di uscire che c'ho da fare

  1. Ancora non ho capito cosa c'entri il calcio. Avrebbero potuto litigare per la virtù di una delle loro fidanzate, sarebbe potuta essere una rissa tra sostenitori della microsoft e sostenitori dell'open source, o tra tifosi di badminton . Qui quello che conta è che un poliziotto (ce ne fossero nella mia C, di poliziotti, specialmente oggi che ho da andare in banca e ho sognato di essere rapinata) ha sbagliato a sparare e ha colpito un tizio. Capita, ma che ne diano una spiegazione dignitosa, e non ci si metta a discutere di pietre provenienti dallo spazio siderale o di gente che si butta dalla finestra motu proprio  da morta.
  2. Il ragazzo che è morto rappresenta tutto ciò che non vorrei essere. Il ritratto che fanno di lui, agiografico come ogni ritratto di morto che si rispetti, mi basta per farmelo trovare vivamente antipatico. Ma questo c'entra poco, anche se è ciò che mi fa sospettare che il caso verrà rapidamente risolto in un ampio volemose bene: il bravo ragazzo nel posto sbagliato vs l'onesto lavoratore che ha sbagliato momento.
  3. A pelle, così, da chiaroveggente: le conseguenze di questa storia aumenteranno, ma di parecchio, la mia misantropia. Tanto vale fare da subito lo sciopero dei giornali e tornare ad informarsi quando il polverone si sarà placato. Temo, però, di non farcela.
venerdì, 05 ottobre 2007

idee vaghe confuse e solidali

Così, tanto per capire chi ho di fronte, mi piacerebbe che ciascuna delle persone che mi legge mi spiegasse come fare qualcosa che conosce molto bene. Non ha importanza cosa: la ricetta della pasta al ragù a come scrivere un curriculum, come fare a scegliere un buon dog sitter, le informazioni da scrivere su un biglietto da visita, tutto fa brodo.

Ecco, facciamo finta che sia un meme: "spiegami come fare una cosa che tu sai far benissimo", solo senza catena, senza giri per blog, senza dover scegliere a chi indirizzarlo, senza niente di tutto ciò.
giovedì, 04 ottobre 2007

In quest'epoca di pazzi ci mancavano gli idioti

Ero animata delle migliori intenzioni, quando sono finita su questo forum.  E giuro, mi trattengo a stento dall'andare lì a trolleggiare. Io non sono un troll, i troll puzzano sempre, io mi limito a farlo se non mi lavo.

Ovviamente, per quanto riguarda il caso di Carlo Parlanti il discorso è diverso. Le accuse che gli vengono mosse non mi convincono nemmeno un po'.
martedì, 25 settembre 2007

Kehre (titolo riservato ai filosofi germanofoni)

E se io volessi fare altro? Ho studiato filosofia per un mare di tempo: non sono contenta né della disciplina né delle mie capacità di affrontarla. Per fare filosofia seriamente -nuotare sott'acqua- dovrei anzitutto farmi una base seria di logica e poi studiare scienza: biologia e anatomia e fisiologia e neurologia e psicologia e etologia umana e chi più ne ha più ne metta. A parte il fatto che non saprei da dove cominciare, attualmente le mie possibilità di guadagnarmi il pane facendo il filosofo serio sono nulle. Oltre ad insegnare, con la mia laurea e le competenze che ho adesso potrei fare il counselor. E del counseling non finirò mai di dire male: ha la stessa dignità della circonvenzione d'incapace.
Quindi è arrivato il momento di cercare un'alternativa. Quasi quasi spero di non passare l'esame d'accesso alla sissis, che mi spianerebbe un minimo la strada verso l'insegnamento, diciamo da scalata su parete verticale e scivolosa a scalata su parete verticale e basta, ma che segnerebbe un percorso che, forse, ho scelto obbligata dall'ansia, dall'incertezza, dalla paura.
lunedì, 17 settembre 2007

Template

Ho fatto danno con il template -ah, l'angoscia di perfezione- e non ho il tempo di risistemare la frittata  fatta. Mi limito a voltarla, la suddetta frittata, e raccontavi che mi sto imbarcando in alcuni nuovi progetti, e sono contenta. A breve migliori informazioni (ed un template decente).
sabato, 08 settembre 2007

De rerum romanorum

Che poi ricordarsi che nel 56 i triumviri si incontrarono a Lucca è più facile se si immagina Giulio Cesare con un fumetto in mano. E il secondo triumvirato lo immagino stipulato con davanti un piatto di tortellini. Andando a Bologna mi pare cosa d'obbligo.

Trovo che Gneo Pompeo sia un nome osceno, anche senza riferimenti alla fellatio.

Femminucce terribili ce ne sono state: a parte la leggendaria Clelia, i romani dovettero vedersela con Teuta, capa dei pirati illirici (la Dalmazia, la Dalmazia), con Cleopatra e Fulvia, moglie di Marco Antonio, che dette filo da torcere a Ottaviano. E secondo me nemmeno Cornelia madre dei Gracchi scherzava, a caratterino. Altro che Giovanna d'Arco.

Crasso, uomo ricco, me lo sono sempre immaginato pingue oltre ogni immaginazione. Però ha comandato le truppe in millemila occasioni, quindi magari così grasso non era. Poi è morto nel 53 combattendo i parti. I parti facevano a pezzetti i romani.

 

Ahimé, è un modo come un altro per combattere la noia dello studio di cose che mi interessano pochino. Ma mi tocca. Non c'è nulla di più stressante di un esame di ammissione post laurea. Gli esami all'università sono nulla, al confronto. 

giovedì, 06 settembre 2007

Ecce Bombo

Chissà perché noi [1] ci riconosciamo nel film generazionale di un'altra generazione?  Un film più vecchio di me, per alro. Coetaneo del compagno che mi accompagna. Non è neanche il film generazionale dei nostri genitori, che allora erano già troppo adulti.




[1]noi che? noi ggiovani di sinistra, noi decadenti, noi fuori tempo, noi debosciaty, noi quasi adulti (ma lo saremo mai? Ardo dalla speranza di che non sia), noi vago nulla, noi disperati, noi che non potremo fare figli se non da vecchi, noi precari. C'è qualcosa di innaturale in tutto questo.
postato da: azalais alle ore 12:31 | link | commenti (15)
categorie: film, vagamente sociologica